Data: 14 agosto 2026
Tempo di lettura: 8 minuti
Codice: SMP-ED-2026-002
Revisione: Rev. 00
Di Gian Andrea Magnani
Fondatore e CEO
Studio Magnani™ & Partners
Agosto, per molti, significa rallentare.
Per molti Comuni italiani significa esattamente il contrario.
Sagre, feste patronali, concerti, eventi sportivi, mercatini, manifestazioni culturali e iniziative turistiche riempiono piazze, borghi e territori.
Nei piccoli e medi Comuni, agosto può diventare uno dei periodi operativamente più intensi dell’anno.
Aumentano le presenze.
Cambiano temporaneamente i fabbisogni.
Si moltiplicano gli eventi.
E dietro ciascuna manifestazione esiste una macchina organizzativa che deve funzionare.
Una delle infrastrutture più importanti, tuttavia, tende a rimanere invisibile fino al momento in cui qualcosa non funziona:
l’energia elettrica.
Un palco deve essere alimentato.
Gli stand devono poter lavorare.
Servono illuminazione temporanea, impianti audio, attrezzature e strutture di servizio.
In alcuni casi occorre attivare una nuova fornitura temporanea.
In altri bisogna verificare un POD esistente, aumentare la potenza disponibile, riattivare un contatore oppure coordinare venditore e distributore.
Sono problemi apparentemente semplici.
Fino a quando diventano urgenti.
Ed è proprio in quei momenti che emerge una distinzione essenziale:
avere un contratto di fornitura non significa necessariamente avere un presidio energetico.
Avere un contratto di fornitura non significa necessariamente avere un presidio energetico.
Quando acquistare energia non basta
Negli ultimi anni molti enti pubblici hanno progressivamente trasferito i propri approvvigionamenti verso strumenti centralizzati.
È un’evoluzione coerente con le esigenze di razionalizzazione, trasparenza e standardizzazione della spesa pubblica.
Ma esiste un secondo livello che non deve essere confuso con il procurement.
La fornitura della commodity e la gestione quotidiana delle esigenze energetiche dell’ente sono due funzioni differenti.
Quando tutto funziona normalmente, questa differenza può sembrare marginale.
Diventa molto più evidente quando emerge un’esigenza straordinaria.
Alcuni enti con i quali SM&P Energy ha lavorato nel corso degli anni ci hanno rappresentato una difficoltà ricorrente dopo il passaggio verso sistemi di approvvigionamento maggiormente centralizzati:
la perdita di un interlocutore operativo che conosca le utenze, il territorio e la storia energetica dell’amministrazione.
Il problema non è necessariamente il contratto.
Non è necessariamente il prezzo.
E non è lo strumento centralizzato utilizzato per acquistare.
Il problema è il presidio.
«Ci serve un contatore per la festa di sabato»
Chi conosce la Pubblica Amministrazione locale sa quanto questa frase possa essere concreta.
La festa è organizzata.
Il palco è in fase di montaggio.
Le associazioni sono pronte.
La piazza è stata concessa.
Poi arriva una domanda:
da dove prendiamo l’energia?
La potenza disponibile è sufficiente?
Il contatore utilizzato l’anno precedente è ancora attivo?
Occorre un allaccio temporaneo?
È possibile utilizzare una fornitura esistente?
Quali documenti servono?
Quali sono i tempi?
Chi deve interfacciarsi con il distributore?
Da quel momento una questione apparentemente marginale può trasformarsi rapidamente in una corsa contro il tempo.
Occorre identificare correttamente il punto di fornitura, determinare la potenza necessaria, verificare la soluzione tecnicamente praticabile, predisporre la documentazione e seguire l’iter operativo.
È precisamente qui che emerge la differenza tra vendere energia e gestire un’esigenza energetica.
Un contratto fornisce energia.
Un presidio contribuisce a fare in modo che quell’energia sia disponibile dove serve, quando serve e nelle condizioni necessarie.
Il Comune non acquista semplicemente kilowattora. Deve far funzionare servizi, strutture e territorio.
Il patrimonio che non compare in bolletta: la conoscenza
Nel rapporto con gli enti locali, negli anni, abbiamo imparato che conoscere i consumi complessivi non basta.
Occorre conoscere la struttura delle forniture.
Il municipio.
Le scuole.
Le palestre.
Gli impianti sportivi.
Gli immobili comunali.
L’illuminazione.
Le utenze stagionali.
Quelle scarsamente utilizzate.
Quelle anomale.
Quelle sulle quali è opportuno verificare potenza, consumo o necessità effettiva.
Questa conoscenza rappresenta un patrimonio gestionale.
E rischia di disperdersi quando l’energia viene considerata esclusivamente come una commodity.
Per un’amministrazione l’energia è invece anche un processo operativo.
Un portale può registrare una pratica.
Un call center può aprire una segnalazione.
Una centrale di acquisto può organizzare efficacemente il procurement.
Ma nessuno di questi strumenti, da solo, conosce necessariamente il motivo per il quale un determinato Comune abbia bisogno di quello specifico punto di fornitura per poche settimane ad agosto.
È il contesto che trasforma un dato in una decisione.
Acquistare energia significa organizzare l’approvvigionamento.
Governare l’energia significa conoscere:
utenze;
consumi;
potenze;
anomalie;
fabbisogni;
costi;
rischi operativi;
esigenze temporanee;
previsioni di spesa.
Sono due funzioni complementari, ma non coincidenti.
Procurement energetico e governance energetica
Occorre quindi distinguere chiaramente due funzioni.
Il procurement energetico riguarda l’acquisizione della fornitura.
La governance energetica riguarda il modo in cui l’amministrazione conosce, controlla e gestisce il proprio fabbisogno.
CONSIP e gli strumenti centralizzati svolgono una funzione precisa e importante nell’ambito degli acquisti pubblici.
Ma la centralizzazione dell’acquisto non elimina la necessità per l’ente di presidiare operativamente il proprio sistema energetico.
Un Comune può utilizzare correttamente strumenti centralizzati di acquisto e avere contemporaneamente necessità di:
monitorare il patrimonio delle utenze;
verificare periodicamente i consumi;
individuare anomalie;
gestire allacci temporanei;
modificare potenze;
aggiornare le anagrafiche;
verificare POD non più necessari;
supportare gli uffici nelle esigenze straordinarie;
dialogare con venditori e distributori;
prevedere i fabbisogni;
stimare la spesa energetica;
programmare interventi di efficientamento.
La centralizzazione dell’acquisto non elimina queste attività.
Semplicemente, svolge un’altra funzione.
Agosto: non solo eventi, ma anche controllo di metà anno
Agosto offre inoltre un’opportunità che spesso viene sottovalutata.
Abbiamo ormai superato metà esercizio.
L’amministrazione dispone quindi di una quantità di dati sufficiente per iniziare a comprendere come si sta evolvendo il proprio profilo energetico.
È il momento di domandarsi:
quanto stiamo consumando rispetto allo stesso periodo dello scorso anno?
Quali utenze stanno crescendo?
Dove sono presenti scostamenti?
Esistono POD apparentemente inattivi che continuano a produrre costi?
Le potenze impegnate sono ancora coerenti con l’utilizzo degli immobili?
Sono cambiati i profili di consumo?
Gli interventi di efficientamento stanno producendo i risultati previsti?
E soprattutto:
quale sarà presumibilmente il consumo e la spesa energetica a fine esercizio?
Sono domande che vanno oltre la fornitura.
Sono domande di energy management.
Raccogliere → Normalizzare → Confrontare → Interpretare → Prevedere → Intervenire
Una bolletta racconta ciò che è già accaduto. Una buona gestione energetica deve aiutare l’ente a comprendere ciò che sta accadendo e anticipare ciò che potrebbe accadere.
L’inefficienza che non genera emergenze
Poi esistono le utenze che nessuno guarda.
Contatori associati a immobili scarsamente utilizzati.
Forniture attivate anni prima per esigenze ormai terminate.
Potenze non più coerenti.
Piccole utenze che singolarmente sembrano irrilevanti ma che, sommate per anni, producono costi significativi.
Anagrafiche non aggiornate.
Variazioni nell’utilizzo del patrimonio immobiliare alle quali non è seguita una corrispondente revisione energetica.
Sono inefficienze silenziose.
Non provocano necessariamente un’emergenza.
Ed è proprio per questo che possono rimanere operative per anni.
Per individuarle non basta guardare il prezzo dell’energia.
Bisogna osservare l’intero perimetro energetico dell’ente
Dietro ogni POD c’è un servizio
Un POD è un codice alfanumerico.
Ma dietro quel codice può esserci una scuola.
Un municipio.
Una palestra.
Una biblioteca.
Una strada.
Un impianto sportivo.
Una struttura sociale.
Oppure una piazza nella quale, una sera d’agosto, si ritrova un’intera comunità.
Quando quella fornitura non funziona, quindi, il problema non riguarda soltanto un contatore.
Riguarda un servizio pubblico.
È per questo che, anche in un mercato sempre più standardizzato, digitalizzato e centralizzato, riteniamo fondamentale preservare la conoscenza operativa delle utenze e del territorio.
Il modello SM&P Energy: dal contratto al presidio
È su questa evoluzione che stiamo costruendo il posizionamento di SM&P Energy.
Il mercato dell’energia è cambiato.
La Pubblica Amministrazione è cambiata.
Gli strumenti attraverso i quali viene acquistata l’energia sono cambiati.
Di conseguenza deve cambiare anche il ruolo dell’advisor.
Non riteniamo sufficiente limitarci alla ricerca di una fornitura.
Il valore deve essere costruito prima e dopo il contratto:
comprendere come l’ente utilizza l’energia e aiutarlo a governarla.
Significa leggere i consumi.
Conoscere le utenze.
Supportare gli uffici.
Individuare anomalie.
Gestire esigenze straordinarie.
Verificare la coerenza delle forniture.
Costruire previsioni.
Coordinare interlocutori differenti.
Preservare la memoria energetica dell’amministrazione.
È il passaggio dalla logica del fornitore alla logica del presidio energetico.
SM&P ENERGY
Energy Advisory per Enti e Territori
Competenza specialistica.
Conoscenza dell’ente.
Presidio operativo.
Analisi dei dati.
Supporto alla decisione.
L’energia non va in vacanza
Agosto ce lo ricorda con particolare evidenza.
Mentre molte attività rallentano, nei territori aumentano presenze, manifestazioni e necessità operative.
Le piazze si riempiono.
Le seconde case tornano ad essere utilizzate.
Le località turistiche cambiano temporaneamente dimensione.
I profili di consumo si modificano.
E le amministrazioni devono continuare a garantire che tutto funzioni.
L’energia è una di quelle infrastrutture che diventano immediatamente visibili quando vengono a mancare.
Una buona gestione dovrebbe fare esattamente il contrario:
individuare il problema prima che diventi un’emergenza.
Prima che la pratica arrivi fuori tempo.
Prima che un consumo anomalo diventi strutturale.
Prima che una fornitura inutile continui a produrre costi.
Prima che l’inefficienza finisca definitivamente a consuntivo.
Prima che una piazza pronta per una festa scopra di non avere l’energia necessaria.
È questa la cultura che vogliamo consolidare attraverso SM&P Energy.
Competenza specialistica.
Conoscenza dell’ente.
Presidio operativo.
Capacità di leggere il dato e trasformarlo in decisione.
Perché acquistare energia è una procedura.
Governarla è una responsabilità..
SM&P Energy
Energia, Utility & Energy Advisory
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Edizione Straordinaria · Agosto 2026
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